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Chirurgia 10 luglio 2025 · 5 min di lettura

Quando si deve togliere il dente del giudizio?

La risposta che molti si aspettano è "sempre". La risposta corretta è "dipende". Ci sono denti del giudizio che non danno mai problemi e non vanno toccati. E ci sono casi in cui l'estrazione è necessaria e non va rimandata. Ecco come distinguerli.

Cosa sono i denti del giudizio e perché possono dare problemi

I denti del giudizio (o ottavi molari) erompono tra i 17 e i 25 anni, quando la mascella è già completamente formata. In molte persone non c'è spazio sufficiente per accoglierli: si bloccano sotto la gengiva (denti inclusi) o erompono in posizione obliqua o orizzontale (denti semi-inclusi).

Un dente del giudizio in posizione anomala non si pulisce bene, accumula placca e batteri, e può causare carie sia su se stesso sia sul molare adiacente. Può anche causare pressione sugli altri denti, dolore alla mandibola e infiammazioni ricorrenti della gengiva (pericoroniti).

Dente del giudizio - Studio Dentistico Dr. Luigi di Bari, Manfredonia

Quando è necessaria l'estrazione

  • Dente incluso o semi-incluso: se non c'è spazio per erompere correttamente, l'estrazione preventiva evita problemi futuri.
  • Pericoronarite ricorrente: se il cappuccio di gengiva sopra il dente si infetta ripetutamente, è il segnale che il dente non riuscirà mai ad erompere correttamente.
  • Carie sul dente del giudizio o su quello adiacente: spesso impossibile da trattare su un dente incluso.
  • Danno sul dente adiacente (settimo molare): la pressione dell'ottavo può riassorbire la radice del settimo, compromettendo un dente altrimenti sano.
  • Patologie cistiche: raramente, attorno a un dente incluso si sviluppa una cisti follicolare che può espandersi e danneggiare l'osso.

Quando NON è necessaria l'estrazione

Se il dente del giudizio è completamente erotto in posizione corretta, si pulisce bene ed è privo di carie: non va toccato.

Se è completamente incluso nell'osso (dente muto), non provoca dolore né danni ai denti vicini, e non mostra evoluzione nel tempo: il monitoraggio radiografico periodico è sufficiente.

Controllo radiografico annuale: la radiografia panoramica (OPT) permette di monitorare la posizione e l'evoluzione dei denti del giudizio nel tempo. È lo strumento più utile per decidere quando — e se — intervenire.

Come si svolge l'estrazione

L'estrazione del dente del giudizio si esegue in anestesia locale. Per i denti completamente inclusi nell'osso può essere necessaria una piccola incisione della gengiva e la rimozione di una piccola quota di osso attorno al dente.

La durata varia da 15 minuti (dente parzialmente erotto) a 45–60 minuti (dente completamente incluso, posizione difficile). Durante l'intervento il paziente non sente dolore: solo pressione.

Al termine viene applicata una sutura (punti), che si rimuove dopo 7–10 giorni.

Il recupero post-operatorio

Nei 2–3 giorni successivi è normale avere gonfiore, dolore moderato (gestibile con antidolorifici comuni) e difficoltà ad aprire la bocca.

Istruzioni standard: ghiaccio nelle prime 24 ore, alimentazione morbida per 3–5 giorni, niente fumo o cannucce (per non compromettere il coagulo), collutorio antisettico prescritto.

Nei giorni 4–5 il gonfiore raggiunge il picco e poi si riduce gradualmente. La guarigione completa della gengiva richiede 2–4 settimane.

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Dente del giudizio e devitalizzazione: quando si sovrappongono

A volte il dente del giudizio non crea problemi da solo, ma contribuisce a danneggiare il secondo molare adiacente attraverso la pressione o la carie da contatto. In questi casi potrebbe essere necessario intervenire anche sul secondo molare — talvolta con una devitalizzazione se il danno ha raggiunto la polpa. Se hai già sentito parlare di questo trattamento e vuoi capire cosa comporta davvero, abbiamo scritto una guida dedicata: devitalizzazione: fa male? Tutto quello che devi sapere.

Per chi ha paura dell'intervento di estrazione — comprensibile, dato che si tratta di chirurgia orale — può essere utile sapere come lavoriamo con i pazienti ansiosi. Spieghiamo ogni passaggio prima di eseguirlo, usiamo anestesia topica prima di quella iniettiva, e prendiamo tutto il tempo necessario. Per approfondire: come gestiamo la paura del dentista nel nostro studio.


Articolo scritto dal Dr. Luigi di Bari, Studio Dentistico a Manfredonia (FG).

Domande frequenti

Le domande più comuni sul dente del giudizio

No. Molti denti del giudizio erompono senza causare dolore, specialmente quando hanno spazio sufficiente e una posizione corretta. Il dolore compare quando il dente è incluso, quando preme sui denti adiacenti, o quando la gengiva attorno si infiamma (pericoronite). Solo una radiografia panoramica permette di valutare la situazione reale.

No, non sempre. Se il dente è ben posizionato, erotto completamente, igienizzabile e non crea problemi, può essere tenuto. L'estrazione è indicata quando è incluso, causa dolore ricorrente, crea rischio di carie al secondo molare adiacente, o è sede di infezioni ripetute.

Il gonfiore e il fastidio principali si risolvono in 5–7 giorni. La guarigione completa della gengiva richiede 2–4 settimane. Nei casi più complessi (denti profondamente inclusi nell'osso) i tempi possono allungarsi. Il Dr. di Bari fornisce istruzioni post-operatorie precise per minimizzare disagio e complicazioni.

Sì, nella stragrande maggioranza dei casi l'estrazione si esegue in anestesia locale ambulatoriale: il paziente è sveglio ma non sente dolore. La sedazione cosciente è disponibile per i pazienti con forte ansia. L'anestesia generale in day hospital è riservata ai casi molto complessi o a estrazioni multiple simultanee.

L'alveolite è una complicazione post-estrattiva in cui il coagulo si dissolve prematuramente, esponendo l'osso e causando un dolore intenso. Si previene evitando fumo, cannucce e sciacqui vigorosi nelle prime 48 ore. Se compare dolore forte a partire dal terzo giorno, contattare lo studio immediatamente: si risolve facilmente se trattata in tempo.

Prima è meglio, se l'estrazione è indicata. Tra i 18 e i 25 anni le radici non sono completamente formate, l'osso è più elastico e il recupero è più rapido. Dopo i 30 anni l'intervento è comunque fattibile ma tecnicamente più impegnativo e il recupero può richiedere più tempo.

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