Gengivite: quando le gengive chiedono aiuto
Le gengive infiammate — in termini clinici, gengivite — sono tra i problemi odontoiatrici più diffusi in Italia. Si stima che oltre il 50% degli adulti presenti qualche grado di infiammazione gengivale, spesso senza saperlo. Il motivo è semplice: nella fase iniziale non fa male.
Il segnale più frequente è il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento o l'uso del filo interdentale. Molte persone lo ignorano, o smettono di usare il filo “per non fare del male”. È esattamente l'opposto di ciò che serve: le gengive sanguinano perché sono infiammate, e il modo per ridurre l'infiammazione è mantenere la zona pulita.
Le cause principali delle gengive infiammate
Quasi sempre la radice del problema è la stessa: il tartaro. La placca batterica che si forma ogni giorno sui denti, se non rimossa accuratamente, si mineralizza in 10–20 giorni diventando tartaro — una sostanza dura, porosa e ricca di batteri che nessuno spazzolino può eliminare. Il tartaro si accumula soprattutto al bordo gengivale e sotto di esso, creando un ambiente ideale per i batteri che irritano e infiammano il tessuto.
Altre cause che aggravano o predispongono all'infiammazione gengivale:
- Fumo — riduce l'afflusso di sangue alle gengive, mascherando il sanguinamento e ritardando la diagnosi
- Diabete non controllato — peggiora la risposta immunitaria ai batteri orali
- Terapia ormonale o gravidanza — le variazioni ormonali rendono le gengive più reattive all'infiammazione
- Farmaci — alcuni antipertensivi, antiepilettici e immunosoppressori favoriscono l'iperplasia gengivale
- Predisposizione genetica — alcune persone producono tartaro più rapidamente di altre
- Bocca secca (xerostomia) — la saliva ha funzioni batteriostatiche; la sua riduzione favorisce i batteri
Gengive infiammate: i sintomi da riconoscere
La gengivite può essere quasi asintomatica nelle fasi iniziali. I segnali più comuni sono:
- Gengive rosse o di colore più scuro del solito (il rosa pallido è il colore sano)
- Gonfiore e sensazione di tensione lungo il bordo gengivale
- Sanguinamento durante lo spazzolamento, il filo interdentale o anche spontaneo
- Alitosi persistente che non migliora con dentifricio o collutorio
- Sensibilità al caldo, al freddo o alla pressione lungo il margine gengivale
- Gengive che sembrano ritirarsi, lasciando i denti più esposti
I rimedi naturali: cosa funziona davvero (e cosa no)
Una ricerca su Google per “gengive infiammate rimedi della nonna” produce migliaia di risultati. Sciacqui con acqua e sale, olio di cocco, aloe vera, bicarbonato, propoli, chiodi di garofano. Alcuni di questi rimedi hanno una base scientifica parziale come supporto temporaneo: possono ridurre lievemente il numero di batteri orali e alleviare il fastidio nel breve termine.
La verità è che nessun rimedio naturale rimuove il tartaro. Se l'infiammazione è causata da accumulo di tartaro sottogengivale — e nella maggior parte dei casi lo è — nemmeno il collutorio alla clorexidina, da solo, risolve il problema in modo definitivo. I rimedi casalinghi sono utili come igiene di mantenimento quotidiana, non come alternativa alla cura professionale.
Gengive ritirate: un segnale da non sottovalutare
La recessione gengivale — le gengive che “si ritirano” esponendo la radice del dente — è uno dei segnali più preoccupanti. I denti sembrano più lunghi, compaiono sensibilità al freddo e al caldo, e in alcuni casi si vede chiaramente il confine dentina/smalto.
Le cause più frequenti sono la parodontite avanzata, ma anche uno spazzolamento troppo aggressivo o con setole dure. A seconda dell'entità della recessione si può intervenire con terapia parodontale conservativa, modifica della tecnica di igiene domiciliare o, nei casi più avanzati, con un innesto gengivale.
Quando andare dal dentista
Non bisogna aspettare di avere dolore per prenotare una visita. Le gengive infiammate raramente fanno molto male nella fase in cui sono ancora trattabili con facilità. Questi sono i segnali che richiedono una visita entro 1–2 settimane:
- Sanguinamento delle gengive che persiste da più di due settimane nonostante una buona igiene
- Gonfiore visibile o persistente anche lontano dai pasti
- Denti che sembrano “allungarsi” o gengive che arretrano
- Mobilità di uno o più denti
- Alitosi cronica non risolvibile con normale igiene orale
- Pus o ascesso lungo il margine gengivale
- Dolore alla masticazione
Nel nostro studio il percorso inizia con uno screening parodontale: una valutazione completa dello stato delle gengive tramite sonda parodontale, inclusa nella seduta di igiene professionale. In pochi minuti sappiamo con precisione se siamo di fronte a una gengivite semplice o a un quadro di parodontite che richiede un piano di trattamento specifico.
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Articolo scritto dal Dr. Luigi di Bari, Studio Dentistico a Manfredonia (FG). Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

